-POETRY SLAM
di Sara De Deo-


Il Get Me High Lounge era un piccolo bar di Chicago, dove le luci soffuse illuminavano i tavolini e l'angolo riservato al palco, creando un'atmosfera molto intima e riservata. Sulle pareti c'erano poster e cover di album jazz, incorniciati con cura da Butchie, il padrone del locale.
Negli anni '80, Elaine Equi e Jerome Salla, due insegnanti di Chicago, gli proposero una serata dedicata alla lettura di poesie e lui assegnò loro l'appuntamento del Lunedì.
Entrambi provenienti dal Chicago Poetry Ensemble, desideravano presentare questa forma d'intrattenimento
culturale ad un pubblico più vasto, anche se meno predisposto alle novità.
Inizialmente fu difficile portare avanti questo impegno, dato che gli spettattori si riducevano a pochi curiosi ed avventori ubriachi. Ciò nonostante, l'apporto di sempre nuove idee di amici e appassionati, contribuirono alla nascita di The Uptown Poetry Slam, che nel 1986 portò una piccola rivoluzione negli ambienti cultural-elitari della città. Per la prima volta, un gruppo di poeti si sfidavano a colpi di rime, davanti ad un pubblico pronto a fare il tifo.
Marc Smith aggiunse a questa formula la votazione in decimi, espressa dagli spettatori, che in tal modo si sentirono più coinvolti e responsabilizzati.
Nel 1987 Chicago Magazine pubblicò un articolo ed una foto che ritraeva Teri Davis e Tony Fitzpatrick, due eterni rivali di Slam, in una simpatica posa. Da quel momento in poi il fenomeno esplose in tutte le città, coinvolgendo anche gli artisti della comunità latina ed afro-americana. Ricordiamo le serate coordinate da Bobbito Garcia al Nuyorican Cafè, durante le quali il rap dei quartieri neri si fondeva alla poesia cosiddetta tradizionale.
Negli anni '90, il grande fascino di questo movimento lo porta a sorvolare l'oceano, fino a raggiungere i club e le associazioni culturali eruropee. Aiutato anche dal successo del film Slam, che nel 1998 vinse il Granpremio al Sundance Film Festival e la Camera d'Or al Festival di Cannes.
Gli interpreti principali della pellicola sono due noti e giovani poeti afro-americani: Saul Williams e Sonja Sohn, i quali contribuiscono anche alla stesura della sceneggiatura.
Nel film, ambientato a Washinton, il protagonista attraversa un percorso intimo molto duro ed importante, accompagnato dalla colonna sonora di Dj Spooky e grazie alla poesia, riesce a trovare la strada tanto sofferta verso la libertà.
Slam arrivò sottotitolato anche nelle nostre sale e Frankie Hi NRG contribuì alla traduzione italiana.
Il Poetry Slam quindi non è mai stato solo un contest e neppure una semplice lettura di poesie in pubblico.
Bisogna cercare di andare oltre i testi, che ci hanno abituato a memorizzare sui banchi di scuola. Durante queste serate le parole danzano nell'aria, recitate da chi le compone e sà, esprime tutta la gioia, il dolore, la rabbia ed il buon umore con le quali le ha scritte. Partecipare ad uno Slam è un'esperienza nuova, divertente ma anche motivo di riflessioni e forti emozioni per tutto il pubblico presente.
In Italia, Roma è stata la prima ad organizzare questi incontri e nonostante l'ultima edizione (presentata durante la Notte Bianca) abbia sofferto di alcune pecche organizzative e poco coinvolgimento emotivo, ci auguriamo che l'esperienza sia proposta con rinnovato slancio anche per l'anno venturo.

Per vedere i video della prima Poetry Slam romana, organizzata nel 2001, clicca qui.


(21/11/2003)